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L’Atlante della felicità: quella dei tedeschi è in crescita

Era tanto tempo che i tedeschi non erano più così felici. A dirlo è l'”Atlante di felicità 2016” che indica dove vivono le persone più felici e ciò che conta veramente nella vita.

Secondo il sondaggio commissionato da Deutsche Post, su una scala di felicità da 0 a 10, le persone in Germania raggiungono un valore medio del 7,11%. Per l’”Atlante della felicità 2016” è il valore più alto da 2011.

Sembrerebbe che siano i tedeschi occidentali i responsabili di questo “salto di felicità” in Germania. Al contrario, i connazionali dell’est felici lo sono un po’ meno, sebbene i dati economici obiettivi non spiegano questa decrescita del livello di felicità a est. Anzi: qui sia il PIL pro-capite che il tasso di disoccupazione sono significativamente migliorati rispetto a ovest.

Una percezione della felicità sempre più distante tra Est ed Ovest

Chi vuole davvero vivere felicemente, dovrebbe trasferirsi nello Schleswig-Holstein. Quello che è il Bundesland più settentrionale della Germania, situato tra il Mare del Nord e il Mar Baltico, guida la classifica per la quarta volta consecutiva. Chi vuole dare una mano alla propria fortuna potrebbe trasferirsi in Franconia (al secondo posto) o in Bassa Sassonia (al terzo posto). Per chi non riesce a sopportare tanta felicità ci sono sempre i Bundesländer orientali come la Sassonia (al 18° posto) o il Mecklenburg-Vorpommern (19° posto).

Da questa ricerca si evince che lo sviluppo positivo in Germania corrispondere al trend positivo in tutta Europa. Secondo i dati dell’Eurobarometro nel 2015 gli europei hanno definito la propria soddisfazione migliore di quella dell’anno precedente. A livello europeo la Germania è al nono posto, davanti al Belgio e dietro Malta.

Per il tema principale di quest’anno, la “diversità culturale”, il 75% degli intervistati considera la Germania un paese cosmopolita e tollerante. Tra apertura e soddisfazione di vita esisterebbe una chiara relazione: più tollerante è una persona, più soddisfatta sarà. Il 38% degli intervistati, che si definisce “molto tollerante”, ha dato la valutazione di 9 o 10 alla propria soddisfazione (in una scala 0-10).

Quattro sono i fattori della felicità

Ciò che rende una vita buona o meno soddisfacente è una sensazione molto individuale. Per i fondatori dell’Atlante della felicità, la fortuna include condizioni come la pace, la sicurezza, la libertà politica e le esigenze private fondamentali come l’istruzione, l’occupazione e la casa. Il fattore più importante per esser soddisfatti della propria vita, secondo i ricercatori della felicità, sarebbe la comunità, quindi i buoni rapporti sociali. Di solito le coppie sono più felici dei single e le persone con buoni amici sono spesso più felici dei solitari.

Un grande ostacolo alla felicità è la disoccupazione. Non sono i soldi a contare in primis bensì la perdita di autostima e la preoccupazione per la propria dipendenza. Un ruolo significativo per la felicità ha in questo caso la libertà di decisione, l’impegno, un’attività gratificante – il volontariato.

I soldi da soli non fanno felici

La salute ha grandissima influenza sulla soddisfazione e può essere un elemento determinante per la propria felicità ma anche un ostacolo. Inoltre la mentalità dell’individuo è fondamentale per la felicità individuale.

Gli scienziati partono dal presupposto che con la mentalità si spieghi già più della metà delle differenze percepite sulla felicità.

I soldi hanno importanza per la soddisfazione individuale che si ha della vita ma nel complesso hanno meno ripercussioni che altri settori. Nemmeno un aumento dello stipendio ha un effetto soddisfacente a lungo termine. E da un certo livello di reddito in poi – in Germania a partire da 60 000 euro all’anno – la sensazione di felicità non si aumenta più.

 

Fonte: http://www.italien.diplo.de