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Il Curriculum Vitae

di Bernd Faaslebenslauf cv

Purtroppo l’importanza del curriculum vitae (Lebenslauf) viene spesso sottovalutata. Un datore di lavoro o un responsabile del personale in un paese di lingua tedesca legge con molta attenzione il C.V. che descrive con parole chiare e brevi una persona, le sue capacità e le sue conoscenze professionali. Così è in grado di farsi un’idea completa se il candidato è adatto al posto in questione. Non deve essere troppo lungo (il selezionatore riceve molte candidature per un posto e, come primo passo, fa una scrematura veloce dei candidati, non ha il tempo di verificare se il candidato ha tutti i requisiti necessari, annidati in mezzo ad un Lebenslauf lungo) ma non deve neanche essere troppo breve (tralasciando elementi importanti della propria carriera professionale). Come indicazione generale si può dire che all’inizio della carriera professionale basta una pagina, e non si superano mai le due pagine.
Un curriculum vitae cambia secondo il posto in gioco. Se la domanda viene fatta presso un’azienda familiare, le mie radici familiari (incluse le professioni dei genitori!) possono essere interessanti. Essere iscritti a partiti o associazioni può essere vantaggioso nel caso di un lavoro all’interno del mondo politico o del terzo settore, ma può avere un effetto deleterio se la mia appartenenza non è della stessa corrente del futuro datore di lavoro. Gli hobby possono sottolineare l’adattabilità (p.e. per un animatore gli sport e la partecipazione al gruppo teatrale della scuola aumentano il valore del candidato).
Il Lebenslauf, come la lettera di motivazione, non può contenere errori di ortografia: sminuirebbero subito il valore della candidatura perché mostrerebbero negligenza nella stesura e porterebbero alla conclusione che il lavoro da aspettarsi da questo candidato non sarebbe mai completo e perfetto. Si stima che il 50% dei selezionatori cestinano subito un CV se contiene più di due errori di ortografia.

Regole fondamentali: mettersi nei panni del selezionatore e chiedersi che cosa vuole lui dal candidato.

Stesura del curriculum vitae
Oggi nel mondo tedesco viene preferito il curriculum vitae tabellario e battuto al computer. Si comincia con la formazione scolastica e si finisce con l’ultimo datore di lavoro, oppure si sceglie la cronologia inversa iniziando con lo stato attuale (Top-down, in gergo anglosassone). Ma è una forma non sempre adatta perché la formazione professionale occupa un posto arretrato ed è meno visibile, rischiando così che il candidato non venga ritenuto adatto nel poco tempo destinato a leggere le candidature.
Più facile da stendere e da comprendere è la versione tradizionale che mette in evidenza lo sviluppo della persona a partire dall’inizio della formazione scolastica. L’ordine cronologico si sviluppa anno per anno e attività per attività.
Certi settori professionali sono adatti per domande particolari. Per esempio: nella pubblicità e nei mass media un curriculum vitae non convenzionale può essere la scelta giusta per esprimere la creatività richiesta in questi settori e per suscitare l’interesse del selezionatore. Ma attenzione: il dosaggio impiegato deve essere quello giusto, senza esagerazioni. Troppa creatività darebbe solo l’idea di una persona incapace di adeguarsi al contesto. E poi per un posto nel settore contabilità di un’agenzia di pubblicità non ci vuole un creativo ma uno competente ed abile con i numeri.
Per una posizione tecnica (in particolare nel settore informatico) può essere indicato l’uso del organigramma che presenta la propria vita in forma chiara e strutturata. L’organigramma fatto bene rivela pensiero analitico, chiarezza e concentrazione sull’essenziale.

Lettura del CV da parte del selezionatore

1. Forma: come già detto, deve essere chiara e comprensibile, deve presentare in breve i fatti essenziali.
2. Valutazione temporanea: l’occhio del selezionatore va sui buchi, sui lunghi periodi di formazione e sui cambiamenti di posto di lavoro; cerca indicazioni su flessibilità e disponibilità di apprendimento continuo, costanza nel lavoro, problemi di inserimento.
3. Analisi dello sviluppo professionale: è stato mirato e senza deviazioni? Il nuovo posto di lavoro segue una programmazione professionale o è stato scelto a caso? Per un cambio di professione esistono delle spiegazioni chiare? A che punto del potenziale professionale si trova il candidato?

Forma del Curriculum Vitae
• formato A4, senza righe, minimo 80 g/m2
• scrivere solo su un lato
• massimo due pagine
• in caso di carta intestata propria: usare un layout discreto
• la fototessera viene applicata in alto a destra (se non esiste un foglio a parte)
• scrivere solo con PC o macchina da scrivere (se non richiesto diversamente nell’annuncio)
• non correggere con Tipp-Ex o in un altro modo: riscrivere o fare una nuova stampa
• scegliere una struttura chiara e ben leggibile (fare paragrafi, evidenziare i diplomi importanti)
• posizionare bene il testo e fare bordi sufficienti
• luogo e data
• firma in blu o nero