FAQ – CHE COS’É L’APPRENDISTATO

Contratto di formazione

Contratto di formazione

Prima di cominciare la formazione professionale, i futuri formatori e gli apprendisti stipulano un contratto. Il contratto di formazione professionale in azienda è un contratto a termine; conclusa la formazione, si estingue anche il contratto di formazione.

Nel contratto viene stabilito:

•     l’esatta denominazione della professione
•     nome e indirizzo dell’azienda, dell’apprendista e il nome dell’istruttrice o dell’istruttore
•     data di inizio della formazione
•     durata della formazione
•     numero di ore lavorative che regolarmente l’apprendista deve svolgere
•     durata del periodo di prova
•     numero dei giorni di ferie a cui ha diritto l’apprendista
•     la retribuzione della formazione, vale a dire la paga mensile dell’apprendista.

L’ammontare della retribuzione deve essere adeguato e si orienta in base alle tariffe stabilite dai contratti collettivi per la professione e la regione in questione. Presso i consulenti alla formazione delle Camere sono consultabili i cosiddetti tariffari e, inoltre, presso le associazioni dei datori di lavoro e i sindacati si possono ricevere informazioni sulle tariffe vigenti. La retribuzione deve aumentare ogni anno del periodo di formazione.

Oltre al contratto di formazione, gli istruttori devono presentare un programma di formazione aziendale. In questo programma viene indicato cosa gli apprendisti devono apprendere e con quali tempi. In questo modo i proprietari dell’azienda e gli istruttori sono in grado di pianificare quali contenuti didattici possano venire inseriti in un dato momento della vita aziendale.

Il programma di formazione aziendale insieme al contratto di formazione vanno depositati presso l’ufficio competente, di solito la Camera di Commercio e dell’Industria o la Camera dell’Artigianato. Questi enti seguono la formazione, controllano che vengano rispettate tutte le condizioni ed effettuano le convocazioni agli esami.

Contratto di tirocinio *

Contratto di tirocinio *

Prima di firmare un contratto di apprendistato in molti casi si può svolgere un periodo di tirocinio. Dà la possibilità al giovane e all’azienda di conoscersi e capire se sono fatti uno per l’altro. Il giovane ha la possibilità di verificare le sue idee sulla professione in un contesto reale mentre l’azienda valuta il giovane dal punto delle competenze già presenti e del suo potenziale di raggiungere la qualifica professionale in questione.
Il tirocinio è obbligatorio nel caso del programma MobiPro.

Quaderno dei rapporti

Quaderno dei rapporti

Gli apprendisti sono tenuti a compilare un quaderno dei rapporti, cioè un registro specifico che certifica la formazione professionale, così come previsto dal relativo regolamento. Il quaderno dei rapporti viene consegnato, al momento dell’iscrizione all’esame finale, all’ufficio competente. Un quaderno dei rapporti compilato regolarmente è un buon presupposto per l’ammissione all’esame finale.

Solitamente gli apprendisti annotano ogni settimana quello che hanno imparato o quali compiti hanno svolto, in azienda e nella scuola. L’azienda di formazione è tenuta a dare agli apprendisti la possibilità di compilare il quaderno dei rapporti durante l’orario di lavoro. Gli istruttori devono fare attenzione che l’apprendista annoti tutto regolarmente ed esaminare con lui il quaderno. I quaderni devono essere poi firmati dagli apprendisti e dai formatori.

Il quaderno dei rapporti rappresenta uno strumento di controllo per l’azienda di formazione e per gli apprendisti stessi, in quanto entrambi possono valutare se gli apprendisti hanno acquisito tutte le nozioni importanti. Ne consegue che i quaderni dei rapporti possono contribuire a migliorare lo svolgimento della formazione in azienda.

Assicurazioni *

Assicurazioni *

a. Assicurazione sanitaria
E’ obbligatoria in Germania e viene detratta dallo stipendio lordo. Gli assicurati non pagano le visite mediche. In caso di degenza ospedaliera deve essere versato un contributo di 10,00€ al giorno (per massimo 28 giorni) o, in caso di acquisto di medicinali per cui è prevista la ricetta medica, un contributo pari al 10% del costo dei farmaci (massimo 10,00€).
b. Pensione
I contributi pensionistici sono obbligatori in Germania e vengono detratti dallo stipendio lordo.  Quando si torna in Italia, i diritti maturati in Germania  vengono conservati per poter così richiedere la pensione in Italia.
c. Assicurazione contro la disoccupazione
E’ obbligatoria in Germania e viene detratta dallo stipendio lordo. Se, dopo aver concluso l’apprendistato, si è disoccupati, si gode del diritto di indennità di disoccupazione da parte dello Stato.
d. Assicurazione contro gli infortuni
E’ obbligatoria in Germania e viene detratta dallo stipendio lordo. Si è assicurati contro gli incidenti che possono accadere al lavoro, nel tragitto che porta al luogo di lavoro o alla scuola professionale che si frequenta. Le attività svolte nel tempo libero non sono coperte: per queste deve essere stipulata una polizza apposita.
e. Responsabilità civile
Non è obbligatoria ma se ne consiglia la stipulazione. Quasi ogni tedesco ne ha una.

Licenziamento

Licenziamento

In linea di massima, durante il periodo di prova sia l’impresa che gli apprendisti possono interrompere il rapporto di lavoro senza preavviso e senza addurre un motivo.

Dopo il periodo di prova, se l’imprenditrice o l’imprenditore vuole licenziare un apprendista, deve indicare un motivo grave. I motivi possono essere per esempio, continue assenze non giustificate in azienda o nella scuola o un reato commesso dall’apprendista durante la formazione. Concluso il periodo di prova, anche gli apprendisti possono licenziarsi.

Un’insufficiente formazione da parte dell’impresa o gravi violazioni della legge sulla tutela del lavoro giovanile sono motivi che danno diritto agli apprendisti al licenziamento senza preavviso. Se invece vogliono interrompere definitivamente la formazione o se desiderano cambiare e scegliere un’altra professione, possono licenziarsi per iscritto e con un preavviso di quattro settimane.

In entrambi i casi, ossia quando l’azienda è venuta meno ai suoi obblighi in modo grave, oppure nel caso di una mancata osservanza dei suoi doveri da parte del giovane, una delle due parti contraenti può rescindere il contratto oppure citare la controparte per danni.

Normalmente però interviene prima l’ufficio di arbitrato dell’ufficio competente (in genere la Camera di Commercio e dell’Industria o le corporazioni artigiane), perché a volte è possibile risolvere la controversia senza ricorrere al tribunale. Infine esiste anche la possibilità che entrambi le parti consensualmente sottoscrivano un documento di rescissione del contratto di formazione.

Periodo di formazione

Periodo di formazione

La formazione professionale in azienda secondo il sistema duale dura due, tre o tre anni e mezzo, il più delle volte sono tre anni. La durata della formazione è fissata dal rispettivo regolamento della formazione.

La durata indicata nel regolamento della formazione può essere ridotta al momento della stesura del contratto. Così, nel caso di giovani che abbiano terminato la scuola dell’obbligo e siano in possesso del diploma di maturità o della maturità professionale, può essere effettuata una riduzione di 12 mesi. Nel caso del diploma di idoneità tecnica o della Licenza di Scuola Media il periodo di formazione può essere ridotto di 6 mesi.

Se il candidato ha frequentato con successo l’anno di formazione professionale di base o la Scuola Professionale Specializzata annuale, le parti contraenti possono concordare che gli venga riconosciuto un anno di formazione professionale. Maggiori informazioni si possono ricevere dai consulenti presso l’ufficio competente (di solito la Camera di Commercio e dell’Industria o la Camera dell’Artigianato).

Qualunque formazione inizia con un periodo di prova, della durata minima di un mese e massima di quattro mesi. Durante questo periodo i responsabili dell’azienda devono valutare con attenzione se l’apprendista si integra nella ditta, e anche gli apprendisti dovrebbero riflettere se la decisione è stata quella giusta. Concluso il periodo di prova, l’azienda può licenziare l’apprendista solo a causa di gravi motivi (vedi licenziamento).

Se i risultati degli apprendisti in azienda e nella scuola professionale sono particolarmente brillanti, essi possono essere ammessi dalla Camera agli esami in anticipo rispetto ai tempi previsti e, in questo modo, il loro periodo di formazione può venire ulteriormente ridotto. L’azienda e la scuola professionale devono rilasciare una dichiarazione affinché tale riduzione sia possibile.

Esiste anche il caso opposto, quando cioè la formazione viene prolungata; ad esempio, perché l’apprendista è stato spesso ammalato o perché non ha superato l’esame finale. Nel caso in cui gli apprendisti debbano ripetere l’esame finale, essi possono richiederlo presso l’ufficio competente. Il periodo di formazione viene quindi prolungato fino all’esame successivo e l’azienda è tenuta a continuare la formazione fino ad un massimo di un anno aggiuntivo.

Esiste inoltre la possibilità di effettuare la formazione in part-time. La formazione professionale part-time rappresenta soprattutto per le giovani madri, padri o persone con familiari a carico una speciale opportunità per portare a termine una formazione professionale parallelamente alle responsabilità familiari.

Gli apprendisti devono compiere in questo caso una settimana lavorativa di almeno 25 ore, e devono mettersi d’accordo con la ditta sull’orario in cui devono svolgere tali ore di lavoro. Gli apprendisti e gli istruttori devono presentare una domanda congiunta all’ufficio competente. La formazione professionale part-time non porta necessariamente ad un prolungamento della durata complessiva del periodo di formazione.

Esame

Esame

Durante la formazione, l’apprendista deve sottoporsi ad un esame intermedio, quando ciò è previsto dal regolamento della relativa formazione. L’esame intermedio si tiene presso l’ufficio competente (una delle Camere). La convocazione all’esame viene inviata dalle Camere.

Attraverso l’esame intermedio, l’azienda e la scuola professionale accertano il livello delle conoscenze dell’apprendista. Il risultato dovrebbe essere tenuto in conto nel proseguimento della formazione.

Alla fine della formazione è previsto l’esame finale. Anche tale esame si tiene presso l’ufficio competente.

Viene ammesso chi:

•     ha completato il periodo di formazione,
•     ha preso parte all’esame intermedio e
•     ha compilato regolarmente il quaderno dei rapporti.

L’azienda riceve automaticamente dall’ufficio competente un formulario di iscrizione che i formatori e gli apprendisti devono solo firmare e rispedire.

L’esame consiste generalmente in una prova scritta, una prova pratica e/o una prova orale. Scopo dell’esame è verificare se i candidati hanno acquisito le necessarie abilità e conoscenze nonché svolto il programma della scuola professionale, in modo che siano in grado di svolgere veramente la professione appresa.

Se i candidati superano l’esame, ricevono dalla Camera un attestato finale (detto “Gesellenbrief” nel settore dell’artigianato); se invece non hanno superato l’esame, possono ripeterlo due volte, e il periodo di formazione viene prolungato su richiesta dell’apprendista rispettivamente fino all’esame successivo, fino a un massimo di un anno.

Se gli apprendisti hanno ottenuto durante il periodo di formazione dei risultati molto buoni possono essere ammessi all’esame finale prima del tempo. A tale scopo occorre presentare domanda apposita presso l’ufficio competente (vedi periodo di formazione).

Attestato

Attestato

Quando l’apprendista ha superato l’esame finale con successo, riceve tre attestati:

•     un attestato finale dalla Camera,
•     un attestato dalla scuola professionale,
•     un attestato di formazione dall’azienda.

Gli apprendisti hanno diritto per legge a questi tre attestati.

Per quanto riguarda l’attestato aziendale essi possono scegliere tra un attestato semplice ed uno qualificato.

L’attestato semplice indica tipo, durata e obiettivo della formazione, nonché le conoscenze e le abilità acquisite dall’apprendista.

•     Il“tipo di formazione“ specifica in che tipo di azienda (dimensioni, attività ecc.) l’apprendista ha studiato. Viene specificato inoltre se si è trattato di formazione sovraziendale o di formazione in cooperazione.

•     Al punto “durata” si indicano data precisa di inizio e fine della formazione.

•     “L’obiettivo della formazione” definisce l’esatta denominazione della professione e i possibili indirizzi di specializzazione: ad esempio commerciante al dettaglio, specializzazione generi sportivi.

•     Al punto “abilità a conoscenze acquisite dall’apprendista” vengono indicati tutti i principali contenuti trasmessi durante la formazione oppure si viene rimandati ai contenuti contemplati nel regolamento della formazione.

Questi punti sono presenti anche nell’attestato qualificato in cui vengono anche valutati rendimento e comportamento in azienda e si indicano particolari competenze professionali. In questo tipo di attestato è possibile, inoltre, menzionare come gli apprendisti hanno interagito con i colleghi e in che modo hanno studiato e appreso.

In situazioni particolari, l’apprendista ha anche diritto a ricevere un attestato intermedio, per esempio nel caso in cui voglia cambiare professione.

Azienda di formazione

Azienda di formazione

L’azienda che offre una formazione professionale deve essere in possesso di particolari requisiti, deve possedere cioè la cosiddetta “idoneità dei luoghi di formazione”.

Ciò riguarda in primo luogo l’attrezzatura dell’impresa. Per ogni professione esiste un’attrezzatura specifica minima che deve essere presente: locali, macchine, apparecchiature e strumenti. Gli apprendisti devono poter apprendere in azienda tutto ciò che servirà loro nella vita professionale futura.

E’ importante quindi che possano lavorare con apparecchiature, tecniche e in generale strumenti moderni, che non devono però necessariamente essere i più attuali sul mercato. Per fare un esempio: non è pensabile al giorno d’oggi formare impiegati amministrativi senza computer, ma non deve essere necessariamente un computer ultimo modello.

Quando in un’azienda solo alcuni contenuti previsti dal regolamento della formazione non possono venire impartiti, rimane comunque la possibilità di formare apprendisti grazie all’aiuto di istituti di formazione sovraziendali o in associazione con altre imprese (vedi formazione professionale in consorzio).

Inoltre in un’impresa di formazione devono essere presenti dipendenti specializzati in numero sufficiente in modo da assicurare una formazione professionale di successo all’interno della stessa.
L’idoneità dell’azienda viene comprovata dall’ufficio competente, e cioè dalla Camera responsabile del tipo di attività (in genere la Camera di Commercio e dell’Industria o la Camera dell’Artigianato).

Scuola professionale

Scuola professionale

Nel quadro della formazione in azienda secondo il sistema duale, le scuole professionali sono i partner delle aziende di formazione. Presso la scuola professionale gli apprendisti acquisiscono le conoscenze teoriche necessarie per il lavoro. Essa inoltre completa la formazione impartita in azienda attraverso training pratici.

Nella scuola per esempio si può mostrare agli apprendisti il funzionamento di determinate macchine in un laboratorio apposito. Inoltre, la scuola professionale trasmette nozioni di cultura generale attraverso lo studio di materie come tedesco, politica, religione e sport. In alcune formazioni professionali viene insegnato anche l’inglese.

La scuola professionale è una scuola pubblica obbligatoria a tempo parziale. Chi debba frequentare obbligatoriamente la scuola professionale viene regolamentato in modo diverso a seconda del Land. Nel Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, per esempio, è soggetto all’obbligo scolastico chi comincia una formazione professionale prima del compimento dei 21 anni.

Per gli apprendisti che cominciano la formazione dopo i 21 anni, invece, frequentare la scuola professionale è un diritto. L’azienda di formazione ha il dovere di iscrivere i suoi apprendisti alla scuola professionale, lasciare loro tempo libero che gli permetta di frequentare le lezioni e incitarli a frequentare la scuola.

L’organizzazione dell’orario scolastico: normalmente gli apprendisti frequentano la scuola professionale in media uno o due giorni a settimana. Alcune scuole offrono corsi in moduli di più settimane in cui viene svolto il programma dell’intero periodo scolastico. I compiti a casa della scuola professionale devono essere svolti dall’apprendista sempre al di fuori dell’orario scolastico e di lavoro in azienda.

Se un numero sufficiente di apprendisti di una professione frequenta la stessa scuola professionale, vengono formate classi specifiche solo per tale formazione. Se ciò non è possibile, le scuole cercano di formare classi con apprendisti di professioni simili; solo in casi eccezionali le classi sono composte da apprendisti di professioni completamente diverse.

In questi casi, ad esempio per professioni non molto diffuse, spesso si organizzano classi a livello di Land o addirittura a livello federale, e gli apprendisti devono recarsi in un’altra città per frequentare i corsi in moduli. Se in un dato luogo si trova un’impresa di grandi dimensioni con un numero sufficiente di apprendisti, è possibile organizzare una classe appositamente per questa singola ditta.

E dopo l’apprendistato?

E dopo l’apprendistato?

Per gli apprendisti che hanno un buon rendimento durante la formazione, ci sono buone probabilità che l’azienda, alla fine dell’apprendistato, li assuma in pianta stabile.
Migliorare le proprie possibilità con qualificazioni aggiuntive
Gli apprendisti possono guadagnarsi una buona posizione di partenza se durante la formazione acquisiscono anche qualificazioni aggiuntive.
Riconfermare l’abilità nell’occupazione
Attraverso ulteriori corsi di formazione si possono tenere aggiornate le proprie conoscenze specifiche fino alle ultime novità e ampliarle.
Fare progressi nel lavoro
Una formazione continua e approfondita aiuta ad avanzare nel lavoro e a raggiungere posizioni di dirigenza. Ovviamente è necessario sostenere l’esame come maestro della propria professione. Con un diploma di questo genere ci si può anche iscrivere all’università e concludere un ciclo di laurea triennale come, ad esempio, in management o ingegneria.
Rendersi indipendenti
È possibile anche il salto nel lavoro indipendente, ad esempio con una propria azienda.

Fonte:
Glossario – Formazione Professionale in Azienda
BIBB Jobstarter 2010
* Eurocultura