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Più “quote rosa” nei corsi universitari MINT tedeschi

Inizialmente Genia Gerasimowa voleva studiare scienze dell’educazione. Una scelta popolare tra le donne – proprio come la sua formazione precedente di commerciante di vendita al dettaglio. Ma poi la studentessa di origine russe ha trovato su internet l’offerta didattica incentrata su informatica ed economia aziendale per sole donne dell’Università per la Tecnica e l’Economia (HTW) di Berlino e non ha potuto resistere.
Mi intendo abbastanza bene di computer e volevo ampliare le mie conoscenze”, ci racconta. “E inoltre, studiando solo tra donne, sapevo che mi sarei sentita a mio agio.” Genia, a 27 anni, ha appena concluso con successo il terzo semestre.
Oltre all’offerta della HTW in Germania ci sono altri quattro corsi di studi per sole donne: Ingegneria gestionale alle Università per le scienze applicate di Wilhelmshaven e Stralsund, Informatica all’Università per le scienze applicate di Brema e Informatica per l’impresa presso l’Università per le scienze applicate a Furtwangen. I corsi dovrebbero contribuire ad incrementare la quota di giovani leve femminili del settore MINT (matematica, informatica, scienze naturali, tecnica) sul mercato di lavoro tedesco. Negli ultimi anni la quota di laureate in queste materie è stata di circa il 30%, nella media dei Paesi industrializzati secondo l’OCSE.
La Direttrice del corso di studi per sole donne di Berlino, Juliane Siegeris, ci racconta che circa la metà delle proprie studentesse non avrebbe osato studiare informatica in un percorso di studi aperto sia a uomini che a donne. “Molte pensano che i loro compagni, studenti di informatica, dedicandosi già da anni ai computer, abbiano presupposti migliori.” Per privare delle proprie paure le donne dotate tecnicamente l’università ha sviluppato un progetto particolare. “Cominciamo da zero, almeno con le materie informatiche e avvisiamo che le domande sono sempre ben gradite poiché gli informatici usano spesso abbreviazioni difficili per capire. “ Un altro aspetto è un ambiente favorevole per chi ha famiglia: i corsi di solito si svolgono tra le 9.30 e le 15.30, c’è anche una stanza arredata con posti letto e giocattoli per i figli delle studentesse. Nei corsi di informatica e di economia la quota delle studentesse-mamme è superiore alla media e nel semestre invernale tra 40 studentesse del primo anno vi erano sette mamme.
La compatibilità tra bambino e studio è stato un fattore determinante per Fatima El-Hassan nella scelta degli studi. La studentessa di 22 anni di origine araba si era opposta al consiglio della famiglia di studiare medicina e dopo la maturità si era fermata un anno per la nascita del figlio. “Nel frattempo un’amica mi ha raccontato di essersi iscritta al corso di informatica ed economia per donne ed era convinta che avrebbe potuto fare anche al caso mio.” L’interesse per la tecnica, in effetti, già c’era ma l’entusiasmo dell’amica le aveva fatto vedere questa possibilità da una dimensione ancora più possibilistica.
Alla HTW non è facile né l’ammissione né lo studio stesso. L’ultima volta sono state presentate 100 domande per 40 posti e il piano di studi non è differente da quello dei corsi misti. Parlando con i colleghi, e nel corso di tirocini, le donne hanno capito che non devono nascondere il proprio sapere, racconta la Professoressa Juliane Siegeris. “Dopo un anno avrebbero anche il coraggio di studiare in un corso misto. Si tratta per lo più delle difficoltà dell’inizio.
In generale, però, le paure stanno diminuendo e la quota delle donne che studiano le discipline MINT è in graduale aumento. Per la matematica, informatica e le scienze naturale la quota delle laureate è stata di circa il 40% nel 2011, nelle scienze ingegneristische di circa il 22%. Il motivo è anche rappresentato dalle buone prospettive di lavoro. Le aziende hanno un interesse grandissimo ad incrementare la loro “quota rosa”, come conferma Siegeris.
Per Fatima El-Hassan e Genia Gerasimowa non è un problema che, comunque, nel secondo ciclo degli studi o nel mondo del lavoro, incontreranno più uomini che donne. La loro fiducia si è nel frattempo consolidata e, come Genia ben riassume: “So quello che ho studiato e lo so anche mettere in pratica.
(Fonte: www.rom.diplo.de)