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L’importanza della rete per andare all’estero

di Bernd Faas

  • Cerchi un lavoro come segretaria d’albergo all’estero?
  • Vuoi studiare per un anno all’università Oltre Manica, raggiungendo dei crediti ECTS?
  • È previsto uno stage di sei mesi presso un’azienda leader inerente all’indirizzo di studio?
  • Hai bisogno di una pausa per riflettere su cosa fare da grande e la ragazza alla pari sembra la soluzione giusta?

Tutte queste forme di mobilità internazionale sono realizzabili con le proprie forze, ma con l’aiuto di una rete di “sostegno” le cose sono più semplici e si evita di commettere errori costosi in termini di delusioni e anche di soldi.

Vediamo su quali tipi di reti di sostegno possiamo contare.

La rete personale

La rete personale

– La prima è quella personale, cioè famiglia e amici.  Sono loro che aiutano a definire la fattibilità della propria idea. Danno consigli sulla base della conoscenza intima dei nostri difetti e pregi. Sono pronti a confortare e incoraggiare tramite telefono o email quando la situazione all’estero non gira alla perfezione (in particolare all’inizio). Fanno capire che dopo il buio torna sempre a splendere il sole e che ci vuole pazienza e resistenza per riuscire nella propria impresa. In breve: ricaricano la batteria della motivazione.

La rete sociale

La rete sociale

–  La seconda è quella sociale, cioè i conoscenti e gli amici degli amici. Spesso persone che hanno già fatto delle esperienze fuori casa e che sanno spiegare tutto quello che uno si deve aspettare lontano da casa, in un contesto di lingua e cultura diversa. A loro si aggiungono le persone incontrate sul posto che fungono da interpreti della nuova realtà e che possono aiutare a non cadere nelle trappole dell’ingenuità ma di rimanere a terra con entrambi i piedi. Sono poi anche loro che coinvolgono i nuovi arrivati nelle attività sociali, dallo sport al cinema, dalla birra nel pub all’invito a casa.

La rete professionale

La rete professionale

–  La terza rete è quella professionale, creata nell’ambito del lavoro o dello studio. Sono i colleghi che aiutano nell’inserimento in azienda, che spiegano i processi lavorativi e insegnano le competenze che mancano. Ma sono loro anche i “mentori” per muoversi nei meandri delle relazioni gerarchiche senza urtare e fare passi falsi che mettono a rischio la sopravivenza in azienda. Per non dimenticare che spesso diventano anche una parte della rete sociale perché la “Happy Hour” è l’inizio per altre attività dopo il lavoro o durante il weekend.

La rete informativa

La rete informativa

– La quarta e ultima rete è quella informativa, che sta sempre all’inizio ma che è presente anche durante l’esperienza di mobilità internazionale. Naturalmente si può partire in modo improvvisato per l’estero, ma avere in mano informazioni concrete su alloggi, lavori possibili, agenzie di collocamento, ecc. serve ad evitare una gran perdita di tempo e di soldi. Inoltre, con una preparazione sistematica, il lavoro si trova più velocemente perché il curriculum è fatto bene, la località è scelta anche secondo il tasso di disoccupazione in loco, ecc. Queste informazioni sono presenti sui siti Internet come negli infiniti newsgroup e forum di persone che vogliono partire, che stanno per partire o che sono già tornate e mettono a disposizione il loro “know how”. Ma le informazioni si trovano anche in tante strutture in Italia come gli Informagiovani e gli uffici stage delle università. © Riproduzione riservata.