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Internet e lavoro all’estero

di Bernd Faas

Internet permette di orientarsi in tempo reale sull’andamento del mercato del lavoro in generale e di quello della propria professione in particolare. Perciò è diventato una risorsa fondamentale nella ricerca del lavoro all’estero.
Senza dover interpellare sportelli e uffici, di qua e di là, possiamo trovare facilmente le informazioni che ci servono per spostarci: dagli obblighi di registrarci come straniero agli appartamenti da prendere in affitto, dal riconoscimento dei titoli di studio al costo della vita, dai tipi di CV in lingua straniera ai salari possibili.
Per ogni paese esistono infiniti siti sul lavoro.

Ce ne sono per tutte le professioni, ma anche specifici che trattano solo un settore economico oppure una sola professione. Il numero dei posti di lavoro disponibili anche in tempo di crisi è impressionante: 600.000 in Germania, 200.000 nel Regno Unito, 700.000 nei Paesi Bassi. Molti di questi posti sono accessibili ai cittadini italiani.

Davanti ad una panoramica così favorevole possono però nascere delle illusioni. Internet, sì, fa vedere un numero infinito di offerte in tutti gli angoli dell’Unione Europea e del mondo. Ma le possono vedere anche tutti gli altri, che sono centinaia di migliaia di persone. Se una volta la concorrenza per un annuncio su un giornale locale era limitato ai lettori di un determinato territorio, oggi non c’è più un limite.
Un’altra illusione può nascere per l’inserimento del proprio CV in una banca dati. Ce ne sono tante, ma quelle veramente utili sono poche. Se si tratta di una banca dati generalista, un’azienda in cerca di collaboratori dovrebbe leggere migliaia di CV, attività  scarsamente conciliabile con il ritmo aziendale.
Perciò, più la banca dati è ristretta alla propria professione o al settore, meglio è.

Candidarsi via Internet sembra facile. Rispondiamo all’annuncio compilando il modulo on-line oppure inviamo una mail allegando il CV. Ma c’è un inconveniente: se via lettera la spedizione era sicura, l’invio per mail fa dipendere dalla tecnologia l’aspetto della candidatura agli occhi del selezionatore.
In più, le impostazioni del software di arrivo decidono se il modulo viene scaricato nella posta delle risorse umane oppure se parte in automatico (a qualche giorno di distanza) una mail di ringraziamento con l’informazione che purtroppo non corrispondiamo alle richieste del posto. Con una mail molto dipende dal fatto che il toner della stampante nell’azienda sia a posto. Altrimenti, è pronto il cestino!

Una considerazione riguarda il momento della candidatura. Molte persone si dedicano alla candidatura durante il weekend. Con il risultato che il lunedì mattina la casella postale delle risorse umane è strapiena. Non solo di spam, ma anche di candidature.
Sia che durante la pulizia vengano cancellate delle candidature per errore, sia che il selezionatore dia solo un’occhiata veloce ai CV: in entrambi i casi i nostri sforzi sono stati vani.

L’illusione di aver trovato lavoro tramite Internet stando ancora in Italia, sfuma definitivamente quando si considera che nessuna azienda assume personale qualificato senza almeno un colloquio. Lo stesso discorso vale per le agenzie di reclutamento, anche quelle interinali. Fare qualche colloquio vuol dire essere in viaggio tra l’Italia e il paese desiderato due tre volte la settimana. Solo chi non lavora e chi ha soldi a sufficienza può permetterselo.

A questo punto è ovvio che Internet è solo il primo passo verso il lavoro, perché aiuta nella preparazione e nella ricerca mirata, ma non è quello decisivo, quello che porta al lavoro.
L’alto numero di candidature “facili”, che le risorse umane ricevano e che costano molto tempo di controllo e risposta, sta modificando in non pochi casi la politica di ricerca del personale. I responsabili non cercano più con annunci su Internet, neanche sul proprio sito. Sanno che ci sono abbastanza persone che fanno una ricerca mirata e poi spediscono una candidatura spontanea. Così l’azienda ha molto meno candidature, ma con  competenze che corrispondono veramente alle proprie necessità.

 

L'Autore

Bernd Faas opera da oltre 20 anni nel settore della mobilità internazionale. La sua esperienza professionale riguarda l’orientamento, la preparazione e la realizzazione di attività nell’ambito di lavoro, stage, formazione e volontariato all’estero.
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