Home / Professioni in Germania / Insegnamento in Germania

Insegnamento in Germania

di Bernd Faas

L’insegnamento è una delle professioni più belle del mondo. Migliorare le conoscenze e facilitare la crescita degli allievi regala un’infinita soddisfazione.
Quando l’insegnamento in Germania entra nel mirino dell’interesse come opportunità di lavoro, ci sono alcuni fatti da constatare prima di perdersi in sogni che possono rivelarsi semplicemente delle illusioni.

1. L’italiano NON è un lingua importante in Germania, né nella scuola pubblica né nella formazione degli adulti. Perciò la richiesta di insegnanti d’italiano è assai scarsa. Inoltre sono cresciuti molti italo-tedeschi, figli dell’emigrazione italiana degli anni 60 e ‘70, che hanno scelto studi linguistici e oggi sono disponibili all’insegnamento dell’italiano come perfetti bilingui.

2. Fare l’insegnante nella scuola superiore richiede: a) lo studio quinquennale di due materie (per esempio matematica e fisica o inglese e tedesco o scienze sociali e francese), b) il superamento del tirocinio retribuito (Vorbereitungsdienst) di 18 mese con il secondo esame statale (2° Staatsexamen = abilitazione). Questo fa sì che per un neolaureato italiano in lettere o matematica o educazione fisica l’approdo in una scuola pubblica tedesca è quasi impossibile.

3. Fare l’insegnante di italiano presso una scuola privata oppure presso una Volkshochschule (università comunale degli adulti) non richiede l’abilitazione statale. Serve di solito la laurea in lettere e letteratura italiana, ma può essere anche svolto con una preparazione diversa: basta essere bravi nell’insegnamento e saper convincere la scuola di avere la stoffa di reggere la classe. Attenzione, però: l’italiano non è una lingua molto richiesta dagli adulti.

4. Per insegnare l’italiano in Germania ci sono alcune opportunità istituzionali come: lettore nella scuola pubblica (per studenti, bando annuale del MIUR), lettore tramite il programma UE ErasmusPlus, lettore universitario tramite bando MIUR oppure candidatura diretta alla facoltà di romanistica, concorso dell’Istituto di Cultura (solo per chi ha già la cattedra nella scuola italiana) oppure volontario SVE in un progetto dove si lavora con giovani utilizzando anche l’insegnamento dell’italiano. Attenzione i numeri delle singole opportunità sono veramente bassi.

5. Altri livelli come l’istruzione infantile o la scuola professionale possono essere accessibili perché nel caso dell’infanzia in Germania si impara il mestiere di maestra d’asilo tramite la formazione professionale (vuole dire che il laureato italiano in scienze della formazione è più qualificato), oppure nel caso della scuola professionale esiste l’abitudine di assumere con contratti a tempo determinato dei docenti per le materie professionali.

6. Ci sono tanti altri settori di insegnamento che in Italia sono poco sviluppati o addirittura assenti: come le cosiddette Università degli adulti (Volkshochschulen), centri di formazione specializzati (informatica, restauro, alberghiero, marketing, design, ecc.) che NON richiedono sempre una preparazione pedagogica universitria.

7. Ogni Camera dell’artigianato, del commercio, dell’industria e dell’agricoltura (attenzione: in Germania sono tre enti pubblici separati) dispone di un proprio centro di formazione dove si svolge sia la formazione iniziale sia quella di aggiornamento. Secondo la dimensione della singola Camera questi centri possono avere qualche centinaio di docenti dipendenti e tanti formatori liberi professionisti.

8. Ci sono i grandi gruppi di formazione che erogano corsi di ogni tipo per conto dello Stato, delle aziende e dai cittadini. Sono corsi gratuiti, parzialmente finanziati oppure a pagamento pieno. Questi gruppi raggiungono anche oltre 5.000 dipendenti.

9. Molte aziende, avendo centinaia o migliaia di dipendenti, dispongono di un proprio centro formativo dove il personale frequenta corsi di aggiornamento per migliorare le prestazioni e poter fare carriera: dal controllo qualità al marketing, dalla gestione del personale al training anti-stress, dalle lingue ai programmi informatici. Anche in questo caso ci sono decine o centinaia di docenti fissi e molti formatori liberi professionisti.

25.07.2014