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Il mercato del lavoro per laureati

di Luciana Bettin

Per le professioni con laurea in Germania anche il 2013 è stata un anno molto positivo. Il numero degli occupati è ulteriormente cresciuto e il tasso di disoccupazione si è attestato al 2,5% (uguale a 190.000 persone), cioè al livello di piena occupazione. Il tasso generale in ottobre 2014 invece è di 6,1%.

L’Agenzia federale del lavoro (www.arbeitsagentur.de) elabora ogni anno le statistiche che riguardano il mercato dei laureati. Il report pubblicato recentemente evidenzia che la scelta universitaria garantisce una maggiore sicurezza nel trovare e nel mantenere un lavoro.

Oggi un lavoratore su cinque in Germania ha un titolo accademico. In confronto al 2003 la crescita è del 43% per raggiungere un numero totale di 8 milioni. L’aumento si riscontra in tutte le forme di lavoro:

  • impiegati + 31,2%,
  • liberi professionisti + 15,5%,
  • e dipendenti pubblici +3,3%.

I liberi professionisti sono ben rappresentati nei settori architettura, psicologia, giornalismo, artisti, avvocati e medici, dove raggiungono una percentuale intorno al 50% mentre nei settori economia, ingegneria, comunicazione, scienze, scienze umane e sociali i laureati lavorano maggiormente come dipendenti.

La richiesta di laureati rimane alta anche se non si può parlare di una mancanza generalizzata su tutto il territorio. Le aziende hanno problemi crescenti a trovare il personale giusto solo in alcuni campi: informatici, ingegneri di alcuni indirizzi e medici. I problemi riguardano principalmente le regioni all’Ovest e al Sud.

Le professioni che vedono un tasso di disoccupazione oltre il valore generale del 2,5% sono:

  • comunicazione (5,1%),
  • biologia, biochimica e biotecnologia (4,6),
  • storia (4,3%)
  • e giornalismo (3,6%).

Se un laureato perde il lavoro, rientra relativamente dopo poco tempo. Oltre il 70% è di nuovo attivo dopo meno di 6 mesi.

Cala il numero dei contratti “atipici”: meno lavoro interinale, meno a tempo determinato. Tra i laureati sono quasi spariti i Minijobs mentre un lavoratore su cinque ha un contratto part-time. L’ultimo fatto si spiega spesso con una scelta individuale oppure, nel caso di donne, con l’inadeguatezza delle strutture per accogliere i bambini.

Per i neolaureati le opportunità di iniziare con successo dopo la conclusione degli studi sono buone. Questo non vuole dire che trovano subito un lavoro adeguato alla formazione, ma che, dopo un periodo di ricerca variabile tra 6 e 18 mesi, a seconda dell’indirizzo quasi tutti trovano un impiego collegato con la propria laurea. A livello di Bachelor oltre il 70% dei laureati afferma di avere trovato un impiego adeguato.

Nei prossimi 10 anni dal mercato del lavoro uscirà un grande numero di persone per il raggiungimento dell’età pensionabile: lascerà il posto tra il 20 e il 25% degli attuali lavoratori nei settori formazione, medicina, ingegneria civile e architettura, giurisprudenza e economia. Ciò non significa che ci sarà automaticamente una mancanza di personale qualificato, visto che nel 2014 per la prima volta più del 50% dei diciottenni ha scelto l’università, mettendo in difficoltà le aziende nella ricerca degli apprendisti. Ma gli esperti prevedono che alle aziende tedesche mancheranno laureati con esperienza media.

Il 38% dei laureati con lavoro da dipendente è costituito da donne con grandi differenze tra i vari settori: nel sociale rappresentano il 75% mentre in ingegneria sono appena il 10%. Sono molto presenti con una quota oltre o vicino al 50% nell’istruzione, in medicina e farmacia, in giurisprudenza e nella comunicazione.

Sono oltre 250.000 i laureati in Germania che hanno un passaporto straniero. Il 75% proviene dall’Unione Europea. Ai primi posti nella graduatoria per provenienza si trovano: Francia (17.300), Polonia (15.700), Austria (14.700), Italia (13.900) e Russia (13.200).

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