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Il colloquio di lavoro

di Bernd Faas

Quando arriva il momento del colloquio di lavoro all’estero, dobbiamo sapere che avremo a che fare con un selezionatore che vuole testare anche le nostre capacità di presentazione. Non è un avversario perché è interessato ad assumerci, ma siamo in concorrenza con altri candidati che spesso hanno frequentato dei corsi di retorica e di presentazione, sia all’università sia per propria iniziativa. Essi hanno anche il vantaggio della madrelingua che facilita ovviamente a reagire adeguatamente ad ogni eventualità.
Questo fa sì che il selezionatore si aspetti un’ottima presentazione dal punto di vista non solo delle competenze professionale ma anche di quelli comunicative.
Nella preparazione al colloquio aiuta aver imparato a muoversi davanti ad un pubblico (non dimentichiamo che il colloquio vede non di rado 2 o 3 persone in rappresentanza dell’azienda, tra risorse umane e reparto in questione). Conoscere le regole per convincere un pubblico, poter rompere il “ghiaccio” iniziale e saper utilizzare gli strumenti di presentazione sono elementi fondamentali per mirare al successo nel colloquio.

Inizio

Un colloquio di lavoro è una presentazione davanti ad un pubblico e assomiglia alla situazione in un teatro: non serve essere preparati se non si riesce a comunicare e colpire l’interlocutore. Apparire sicuri di se stessi aiuta a catturare l’attenzione del pubblico.
È importante pianificare l’inizio del proprio intervento: avvicinarsi al tavolo degli interlocutori con estrema calma, sistemare gli strumenti e i materiali cartacei a disposizione, per preparare il pubblico al proprio intervento. Non perdere assolutamente la pazienza se il pubblico, di primo acchito, non presta attenzione ed iniziare il proprio discorso solo quando nella stanza ci sarà completo silenzio.
Prestare molta attenzione a parlare in modo calmo e chiaro, in modo che anche una persona con problemi di udito possa capire perfettamente.

Contatto visivo

L’atteggiamento più ricorrente è quello di concentrare il proprio sguardo solo su una parte del pubblico, con la conseguenza che la restante parte dei partecipanti non si sentano coinvolti. Durante l’intervento bisogna guardare per alcuni secondi tutti i presenti.

Carisma

O si ha, o non si ha. Per chi non lo avesse, però, esistono alcune tecniche per presentarsi in modo autorevole e sicuro di sé.  In primo luogo non ci si deve nascondere dietro una posizione rigida, ma bisogna essere sciolti e muoversi con disinvoltura oltre che con attenzione: movimenti troppi repentini e bruschi possono distrarre dal contenuto della propria presentazione.

Durata

In base al tipo di contenuto discusso, cambia anche la durata della risposta. Il pubblico di selezione non vuole sentire monologhi ma prese di posizioni concise che corrispondano alla domanda evitando giri del mondo.
Un consiglio è quello di cronometrarsi a casa sulle domande più frequenti (esperienze maturate, successi professionali raggiunti, flessibilità, idea di carriera, ecc.), considerando che la realtà dura sempre più del previsto. I più esperti calcolano il tempo lasciando un tempo utile alla fine per permettere approfondimenti.

Arrossire

Il nervosismo e il pudore hanno strani effetti sul corpo: macchie rosse in viso e sul collo, sudorazione eccessiva. Purtroppo a tutto ciò non c’è rimedio se non quello di cercare di star calmi. In qualche caso è anche utile affrontare la situazione in modo diretto: “Ah, forse adesso sono un po’ nervoso”, giocando molto sull’autoironia.

Parole

Usare parole difficili o straniere dimostra sicuramente una certa preparazione culturale e tecnica sul tema che si sta trattando. Queste parole, però, dovrebbero essere usate con parsimonia e solo se necessario, per non “offendere” gli interlocutori o rendere incomprensibile il contenuto a chi non le conosce: d’altronde, l’obiettivo di una risposta nel colloquio è quello di rendere di facile comprensione un argomento poco o per niente conosciuto.
È vero che l’azienda che invita una persona straniera, si rende perfettamente conto che la padronanza della lingua del posto ha dei difetti. Tuttavia, nel proprio interesse, conviene non tentare di spiegarsi in modo complesso ma semplificare il linguaggio eliminando fonti di errori e di malintesi.

Gesti

Molti candidati non sanno dove mettere le mani durante il colloquio. Una soluzione molto semplice è quella di tenere in mano gli appunti o una penna. È una mossa del tutto normale che il selezionatore si aspetta da un professionista. Nel lavoro concreto solo poche persone sono veramente in grado di fidarsi esclusivamente della memoria.  Evitare ad ogni costo di intrecciare le braccia o le mani: dà un’immagine di sé nervosa e chiusa.

Handout

Molto utile è distribuire agli interlocutori dei documenti che facilitino la comprensione di alcuni concetti professionali. Devono essere mirati su pochi momenti cruciali e possono essere solo di “supporto” nel momento giusto durante il colloquio. Nel caso di slides su carta devono essere curati nell’aspetto, non riempiti completamente di testo e contenenti solo parole chiave. Occorre dosarli con grande cautela, altrimenti nessuno ascolta più.

Tappo di sughero

Parlare in modo veloce o mangiandosi le parole significa perdere immediatamente l’attenzione del pubblico. Imparare a parlare in modo scandito e chiaro è molto semplice e non è necessario frequentare corsi di dizione. Un esercizio buffo ma molto efficace è quello di esercitarsi scandendo alcune frasi del nostro discorso tenendo tra i denti un tappo di sughero!

Complimenti

Ricevere dei complimenti o dei feedback positivi durante la presentazione è il sogno di molti relatori. Purtroppo però, nella realtà, gli interlocutori sono abbastanza restii nel distribuire questo tipo di elogio durante il nostro intervento. Se il pubblico non si contrae in qualche smorfia e se, di volta in volta, annota qualche appunto, significa che in generale trova interessante la presentazione. Altrimenti il comportamento del pubblico non deve essere scambiato per totale disinteresse.

Appunti

Niente è più sbagliato e monotono che leggere parola per parola ciò che risulta nei nostri appunti. Gli appunti non sono, però, sbagliati, si possono portare durante la presentazione, ma devono soltanto servire a seguire il filo del discorso e non rappresentare un ostacolo per il contatto visivo con il pubblico.

Nervosismo

Un consiglio sempre valido per calmare il nervosismo è fare 3 o 4 respiri molto profondi, anche se normalmente, dietro adeguata preparazione del colloquio, il nervosismo è destinato a placarsi dopo i primi momenti dell’incontro.

Filo conduttore

Ogni colloquio ha un filo conduttore: dai saluti e dalle prime domande per creare un’atmosfera rilassata (viaggio comodo, trovato facilmente la sede, ecc.) si passa a chiarimenti su carriera personale e professionale in modo sempre più dialogante. Tenerlo presente aiuta a strutturare il proprio pensiero e a non uscire dai binari del discorso riservando i propri punti di forza per il momento giusto.

Voce

Esercitarsi sul tono della voce è molto importante per non causare l’effetto sonnifero. Prepararsi e schiarirsi la voce prima del colloquio è sicuramente un vantaggio.

Linguaggio informale

Occorre adattare il linguaggio in base alla situazione in cui si svolge il colloquio. Usare espressioni informali non favorisce la credibilità delle argomentazioni sostenute e costituisce, in caso estremo, un vero e proprio k.o.

Paura del fallimento

Scena muta: l’incubo peggiore. Una adeguata preparazione a casa e l’atteggiamento giusto verso l’incontro, aiuta a superare queste paure che, per la maggior parte dei casi, sono una fantasia dello stesso candidato (ricordiamoci: il selezionatore non è il nemico, vuole qualcosa da noi).

Bottiglia d’acqua

Portarsi dietro sempre una bottiglia d’acqua. Il nervosismo o le condizioni atmosferiche possono giocare un brutto scherzo alla voce che, di colpo, può essere interrotta dalla tosse o sparire totalmente.

Interruzioni

Quanto sono fastidiose le interruzioni improvvise per il nostro discorso? Possono capitare ed è importante essere preparati ed accoglierle in modo calmo: “Grazie per l’osservazione. Vedo di risponderle fra poco. Prima vorrei completare il mio ragionamento”.